Impropriamente conosciuta come cervicale, la cervicalgia è il termine più appropriato per indicare un generico dolore al collo che si protrae per un periodo di tempo variabile (mesi/anni). Nel mondo occidentale, la cervicalgia è uno dei disturbi muscolo-scheletrici più diffusi in assoluto, comprendente numerosissimi ed eterogenei sintomi di origine differente.

La cervicalgia colpisce il tratto cervicale della colonna vertebrale, ovvero uno dei punti più vulnerabili del corpo umano: il disturbo viene percepito a livello di nervi, muscoli e vertebre del rachide cervicale.

Cause

La cervicalgia riconosce diverse cause d’origine. Tra queste, la sedentarietà, i colpi di freddo e la postura scorretta rappresentano le fonti principali di dolore cervicale “cronico” (seppur leggero e sopportabile). I fattori causali appena descritti sono responsabili di tensione ed affaticamento muscolare, che sfociano in episodi sporadici o più frequenti di dolore al collo.

Durante l’età giovanile, la cervicalgia non è una condizione rara come si potrebbe presumere. Tuttavia, in questa fascia d’età, il dolore cervicale sembra essere dovuto non tanto a disturbi ossei e cartilaginei, quanto piuttosto alla semplice contrattura dei muscoli cervicali e delle spalle.

Il dolore cervicale più intenso (forma acuta) è invece dovuto ad elementi eziopatologici più seri, quali:

  • Colpo di frusta
  • Degenerazione di uno o più dischi intervertebrale
  • Ernia cervicale
  • Ipercifosi dorsale: marcata accentuazione della fisiologica curva dorsale della colonna vertebrale
  • Iperlordosi lombare (eccessivo inarcamento del tratto inferiore del rachide)
  • Lesioni traumatiche pregresse
  • Osteofiti (speroni ossei: escrescenze ossee localizzate sulla stessa superficie dell’osso)
  • Spondilosi (osteoartrite delle vertebre cervicali)
  • Sport di potenza con sovraccarichi (es. Bodybuilding)

La cervicalgia può essere accentuata in diverse occasioni: sebbene sembri scontato, anche un materasso troppo morbido oppure un cuscino non adeguato possono aggravare in modo considerevole il dolore cervicale. Similmente, anche la posizione scorretta durante la guida può accentuare la cervicalgia, specie quando si è costretti a rimanere molte ore al volante. Non a caso, i tassisti, i rappresentanti e gli autisti di bus sono molto esposti al rischio di cervicalgia.

Altro elemento imputato è lo stress, che non solo accentua un dolore cervicale pre-esistente, ma può addirittura esserne la causa. Molti soggetti, stressati dal lavoro o dalla vita odierna, scaricano le proprie tensioni assumendo posture scorrette che sfociano in contratture e rigidità muscolari ed articolari. Un simile atteggiamento finisce per irrigidire anche i muscoli del collo e della spalla, creando cervicalgia.

Sintomi

Il cosiddetto “torcicollo” è il sintomo che accomuna la maggior parte delle forme di cervicalgia. Si tratta di una fastidiosa e dolorosa condizione che ostacola i naturali movimenti del tratto cervicale.

Abbiamo visto che la cervicalgia coinvolge anche i nervi: in tal caso, il soggetto avverte una sgradevole sensazione di formicolio ed intorpidimento, affiancata da debolezza del braccio e della mano.

Oltre ad essere chiaramente soggettiva, l’intensità con cui viene percepita la cervicalgia dipende dalla causa che l’ha originata. Ad esempio, il dolore cervicale dipendente da un colpo di frusta sarà molto più intenso e penetrante rispetto a quello derivato dall’assunzione di una postura scorretta durante il sonno.

In base alla sede coinvolta dal dolore, e ai sintomi ad esso correlati, è possibile distinguere tre varianti di cervicalgia:

  • Cervicalgia propriamente detta: il dolore cervicale si concentra in sede cervicale
  • Sindrome cervico-brachiale (o brachialgia): il dolore si estende dalla zona cervicale al braccio
  • Sindrome cervico-cefalica: la cervicalgia è accompagnata da sintomi secondari come alterazioni della vista, disturbi della deglutizione e vertigini

Si raccomanda di rivolgersi immediatamente al medico in caso di cervicalgia associata a formicolio continuo delle braccia, incapacità di toccare il petto con il mento, perdita di forza degli arti inferiori e delle mani, e dolore persistente ed implacabile.

Diagnosi

Il dolore persistente a livello cervicale richiede un’adeguata indagine investigativa. La cervicalgia può infatti nascondere differenti cause d’origine, che devono pertanto essere diagnosticate mediante svariati test:

  • Anamnesi, osservazione e palpazione medica
  • Radiografia (Raggi X) del rachide cervicale
  • TC (tomografia computerizzata), eventualmente associata a mielografia (per individuare una possibile compromissione del midollo spinale)
  • MRI (Magnetic Resonance Imaging)
  • Elettromiografia (individua eventuali anomalie della radice nervosa)

Cura

Per curare la cervicalgia è necessario intervenire sulla causa che ha scatenato il dolore. Gli approcci con cui si deve procedere sono essenzialmente:

  • Alleviare la rigidità muscolare
  • Ridurre l’infiammazione
  • Correggere la postura

La cervicalgia dipendente da una postura inadatta è relativamente semplice da allontanare. In simili frangenti, è necessario seguire un mirato programma di esercitazioni, che dev’essere eseguito con diligenza e costanza. Gli esercizi per il dolore cervicale devono essere improntati nell’ottica di sciogliere tensioni e stress, e di mobilizzare le vertebre cervicali irrigidite e contratte. Un bravo fisioterapista, od un’altra figura competente e qualificata istruirà il paziente sulla giusta esecuzione dell’esercizio.

Per ottenere il massimo del risultato in tempi brevi, è necessario eseguire quotidianamente gli esercizi per la cervicalgia, con dolcezza e lentezza. Contrariamente, quando eseguiti frettolosamente, con distrazione e movimenti bruschi, gli esercizi cervicali possono perfino acutizzare la cervicalgia.

Gli esercizi cervicali non risultano più sufficienti quando la cervicalgia dipende da traumi al collo (es. colpo di frusta, ernia al disco cervicale ecc.) o da patologie sottostanti. In simili frangenti, il recupero (se possibile) può essere riacquisito con terapie e trattamenti alternativi, di seguito riassunti:

Antinfiammatori per alleviare il dolore cervicale: gli  antinfiammatori alleviano temporaneamente la cervicalgia, pur non agendo direttamente sulla causa che l’ha indotta. I farmaci corticosteroidi esercitano invece un potente effetto antinfiammatorio: a tale scopo, risulta particolarmente indicata l’applicazione topica. Gli stessi farmaci possono essere assunti anche per bocca o, nei casi di cervicalgia particolarmente intensa, per iniezione topica (praticata in prossimità delle radici nervose o dei muscoli del collo).

Utilizzo del collare ortopedico: alcune forme di cervicalgia (soprattutto dipendente da colpi di frusta) possono essere alleviate indossando l’apposito collare che, esercitando una lieve pressione nelle strutture del collo, aiuta ad alleviare il dolore. Non utilizzare il collare per un periodo superiore alle 2 settimane, salvo diversa indicazione medica.

Ossigeno-ozono terapia: prevede l’introduzione di una miscela ossigeno/ozono in sede interdiscale per allontanare la cervicalgia dipendente da un’erniazione. L’ozono, esercitando un discreto potere antinfiammatorio, riduce la pressione discale.

Terapie alternative: elettroanalgesia, massoterapia, termoterapia, agopuntura

Chirurgia: per la cura della cervicalgia grave, l’intervento chirurgico costituisce l’unica opzione percorribile per risolvere il dolore cervicale che si presenta come penetrante, intenso ed inarrestabile. Le strategie chirurgiche più appropriate si rivelano essere:

o Discectomia anteriore: utile per risolvere la cervicalgia dipendente da un’ernia cervicale

o Discectomia posteriore (intervento meno frequente): indicata per alleviare la cervicalgia dipendente da ernia cervicale laterale

o Innesto di Protesi Discali Artificiali che sostituiscono il disco malato preservando per quanto possibile il movimento e la funzione del rachide. Si tratta di un intervento alternativo alla discectomia per via anteriore seguita da fusione intervertebrale.