(artrite degenerativa, disturbo articolare degenerativo, osteoartrosi)

L’Osteoartrire è una patologia cronica associata a danni della cartilagine e dei tessuti circostanti e caratterizzata da dolore, rigidità e perdita della funzionalità.

  • L’artrite dovuta a danni alla cartilagine e ai tessuti circostanti diventa molto comune con l’avanzare dell’età.
  • Il dolore, il gonfiore e la crescita ossea eccessiva sono comuni, così come la rigidità al risveglio o con la mancanza di attività, e scompare entro 30 minuti, in particolare quando si muove l’articolazione.
  • La diagnosi si basa sui sintomi e sull’esame radiografico.
  • Il trattamento include attività fisica e altre misure simili, farmaci che riducono il dolore e migliorano la funzione e, in caso di alterazioni molto gravi, la sostituzione dell’articolazione o un altro intervento chirurgico.

L’osteoartrite, la patologia articolare più frequente, insorge spesso nei soggetti di età compresa fra i 40 e i 50 anni di età e, in certa misura, colpisce quasi tutti una volta raggiunti gli 80 anni di età. Prima dei 40 anni, i soggetti di sesso maschile hanno maggiori probabilità di sviluppare osteoartrite, rispetto a quelli di sesso femminile, spesso a causa di traumi. Molte persone mostrano segni di osteoartrite alla radiografia (spesso al raggiungimento dei 40 anni), ma solo la metà di tali soggetti presenta dei sintomi. Tra i 40 e i 70 anni, le donne sviluppano la malattia più frequentemente degli uomini. Dopo i 70 anni, la patologia si sviluppa nella stessa misura in entrambi i sessi.

L’osteoartrite è classificata come:

  • Primaria
  • Secondaria

Nell’osteoartrite primaria (o idiopatica) la causa non è nota (come nella grande maggioranza dei casi). L’osteoartrite primaria può colpire più articolazioni o solo alcune, come il ginocchio.

Nell’osteoartrite secondaria la causa è un’altra patologia o condizione, quali:

  • Un’infezione
  • Un’anomalia articolare che si è manifestata alla nascita
  • Una lesione
  • Una patologia metabolica, ad esempio un eccesso di ferro nell’organismo (emocromatosi) o di rame nel fegato (malattia di Wilson)
  • Una patologia che ha danneggiato la cartilagine dell’articolazione, ad esempio l’artrite reumatoide o la gotta

Alcuni soggetti che sollecitano ripetutamente un’articolazione o un gruppo di articolazioni, come i lavoratori delle fonderie, gli agricoltori, i minatori e i conducenti di autobus, sono particolarmente a rischio. Il fattore di rischio principale per l’osteoartrite del ginocchio deriva da attività che richiedono la flessione di questa articolazione. Dato curioso: la corsa su lunga distanza non aumenta il rischio di sviluppare questo disturbo. Tuttavia, una volta sviluppatasi l’osteoartrite, questo tipo di esercizio spesso la peggiora. L’obesità può svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’osteoartrite, particolarmente del ginocchio e soprattutto nelle donne.

Primo piano sull’invecchiamento: l’osteoartrite

Esistono, ancora oggi, molti miti legati all’osteoartrite. Alcuni ritengono che rappresenti una parte inevitabile dell’invecchiamento, come i capelli grigi e le alterazioni cutanee, che provochi una modesta invalidità e che il trattamento non sia efficace.

L’osteoartrite diventa più comune con l’invecchiamento. Ad esempio, con l’invecchiamento si verifica quanto segue:

  • La cartilagine che riveste le articolazioni tende ad assottigliarsi.
  • Le superfici articolari non hanno più la stessa qualità di scorrimento l’una sull’altra rispetto a prima.
  • L’articolazione può essere leggermente più suscettibile alle lesioni.

Tuttavia, l’osteoartrite non è una parte inevitabile dell’invecchiamento. Non è causata semplicemente dall’usura che si verifica con anni di utilizzo dell’articolazione. Altri fattori possono includere lesioni singole o ripetute, movimenti anormali, disturbi metabolici, infezioni articolari o altre patologie articolari.

Inoltre, l’osteoartrite causa comunemente disabilità con l’avanzare degli anni.

Sono disponibili trattamenti efficaci, come farmaci per il dolore, attività fisica e fisioterapia e, in alcuni casi, un intervento chirurgico.

Con l’invecchiamento sono comuni anche i danni ai legamenti. I legamenti, che tengono insieme le articolazioni, tendono a diventare meno elastici con il passare degli anni, irrigidendo le articolazioni. Questo cambiamento è il risultato di variazioni chimiche delle proteine che formano i legamenti. Di conseguenza, la maggior parte delle persone diventa meno flessibile quando invecchia. I legamenti tendono a strapparsi con maggiore facilità e quando si strappano, guariscono più lentamente. Le persone più anziane devono svolgere l’attività fisica indicata da un istruttore o da un medico, in modo tale da evitare esercizi che possano lacerare i legamenti.

A volte il dolore causato dall’osteoartrite non può essere alleviato semplicemente con un analgesico come il paracetamolo. Potrebbero essere necessari antinfiammatori potenti.

Cause dell’osteoartrite

Normalmente, le articolazioni hanno un livello di frizione molto basso che le protegge dagli effetti del tempo, anche dopo anni di uso normale o intenso oppure dopo un trauma. L’osteoartrite è causata, il più delle volte, da un danno ai tessuti. Nel tentativo di riparare un’articolazione danneggiata, nell’articolazione si accumulano sostanze chimiche che aumentano la produzione dei componenti della cartilagine, come il collagene (una proteina fibrosa robusta nel tessuto connettivo) e i proteoglicani (sostanze che forniscono resistenza). In seguito, la cartilagine può gonfiarsi per ritenzione di liquidi, divenire morbida e, quindi, sviluppare lacerazioni superficiali. Si formano piccole cavità ossee sotto la cartilagine, con conseguente indebolimento dell’osso.

Il tentativo di riparazione da parte dei tessuti può comportare una nuova crescita di cartilagine, osso e altri tessuti. L’osso può presentare un accrescimento eccessivo ai margini dell’articolazione, con protuberanze (osteofiti) visibili e palpabili. Infine, la superficie liscia e lucida della cartilagine diviene ruvida e scavata, cosicché l’articolazione non può più muoversi senza attrito né assorbire gli impatti. Tutte le componenti dell’articolazione, ovvero osso, capsula articolare (tessuti che racchiudono la maggior parte delle articolazioni), tessuto sinoviale (tessuto che riveste la cavità articolare), tendini, legamenti e cartilagine, cedono in diversi modi, con conseguente alterazione della funzione articolare.

Sintomi dell’osteoartrite

In genere, i sintomi dell’osteoartrite si sviluppano gradualmente e colpiscono inizialmente una sola o poche articolazioni. Sono comunemente colpite le dita, la base del pollice, il collo, la parte bassa della schiena, l’alluce, l’anca e il ginocchio.

Il primo sintomo è il dolore, spesso descritto come dolore profondo che, quando si presenta nelle articolazioni sotto carico, peggiora con le attività che comportano un carico (come lo stare in piedi). In alcuni soggetti, l’articolazione può essere rigida dopo il riposo notturno o dopo un periodo di inattività; comunque, questa rigidità, in genere, si riduce dopo 30 minuti, in particolare se si muove l’articolazione.

In caso di ulteriori sintomi, l’articolazione può diventare meno mobile e, alla fine, incapace di estendersi o flettersi completamente. Una nuova crescita di cartilagine, osso e altro tessuto può ingrandire l’articolazione. Le superfici cartilaginee irregolari causano attrito o scricchiolio durante il movimento dell’articolazione, e si sviluppa dolore.

Le formazioni ossee si sviluppano, in genere, nelle articolazioni più vicine alle punte delle dita (chiamate noduli di Heberden) o in quelle mediane (chiamate noduli di Bouchard).

In alcune articolazioni (come le ginocchia), i legamenti, che circondano e sostengono l’articolazione, sono talmente allungati che l’articolazione diventa instabile. Oppure l’anca o il ginocchio possono divenire rigidi, perdendo la normale ampiezza di movimento. Il dolore provocato dal contatto o dal movimento articolare (soprattutto in stazione eretta, salendo le scale o camminando) può essere intenso.

L’osteoartrite colpisce spesso la colonna vertebrale. La lombalgia ne è il sintomo più frequente. Solitamente, i dischi o le articolazioni danneggiati della colonna vertebrale causano solo lieve dolore e rigidità. Tuttavia, l’osteoartrite cervicale o della parte bassa della schiena può causare intorpidimento, dolore e debolezza in un arto superiore o inferiore, se l’eccessivo accrescimento osseo causa una compressione dei nervi. Tale crescita ossea eccessiva può verificarsi all’interno del canale vertebrale nella parte bassa della schiena (stenosi spinale lombare), comprimendo i nervi prima che escano dal canale per dirigersi alle gambe. Questa pressione può causare dolore alle gambe dopo la deambulazione, indicando erroneamente un apporto di sangue insufficiente (claudicatio intermittens). In casi rari, queste escrescenze ossee comprimono l’esofago, rendendo difficile la deglutizione.

L’osteoartrite può rimanere stabile per molti anni o progredire molto rapidamente ma, il più delle volte, si evolve lentamente dopo la comparsa dei sintomi. Molti soggetti sviluppano un certo grado di invalidità.

I soggetti che manifestano episodi di articolazioni arrossate, calde e gonfie devono essere visitati da un medico perché questi episodi in genere non sono causati dall’osteoartrite, bensì da un’infezione o dalla gotta.

Diagnosi di osteoartrite

  • Visita medica
  • Radiografie

Il medico effettua la diagnosi di osteoartrite basandosi sui sintomi caratteristici, sull’esame obiettivo, su determinati esami del sangue e sull’aspetto radiografico delle articolazioni (ad esempio un ingrossamento dell’osso e un restringimento dello spazio articolare). Tuttavia, le radiografie non sono molto utili per rilevare precocemente un’osteoartrite, perché non mostrano le alterazioni della cartilagine, la sede in cui si verificano le prime alterazioni. Inoltre, le alterazioni di una radiografia spesso non corrispondono esattamente ai sintomi di un soggetto. Ad esempio, una radiografia può mostrare solo un’alterazione minima in un soggetto che presenta gravi sintomi, oppure numerose alterazioni in un soggetto con sintomi scarsi o del tutto assenti.

La risonanza magnetica per immagini (RMI) può rilevare alterazioni precoci della cartilagine, ma raramente è necessaria per la diagnosi.

Non sono disponibili esami del sangue per la diagnosi di osteoartrite, ma determinati esami possono aiutare ad escludere altri disturbi (come l’artrite reumatoide).

Se un’articolazione è gonfia, il medico può iniettare un anestetico per addormentare la parte e inserire quindi un ago nell’articolazione, per prelevare un campione di liquido articolare. Questo liquido viene esaminato per differenziare l’osteoartrite da altre patologie articolari, come un’infezione o la gotta.

Trattamento dell’osteoartrite

  • Misure fisiche, tra cui fisioterapie e terapia occupazionale
  • Farmaci
  • Intervento chirurgico

Gli obiettivi principali del trattamento dell’osteoartrite sono:

  • Alleviare il dolore
  • Mantenere la flessibilità dell’articolazione
  • Ottimizzare la funzione dell’articolazione e complessiva

Questi obiettivi possono essere raggiunti prima con misure fisiche, che prevedono esercizi per la forza, la flessibilità e la resistenza, nonché la riabilitazione (fisioterapia e terapia occupazionale). Viene spiegato ai pazienti come modificare le attività quotidiane per vivere meglio con l’osteoartrite. I trattamenti supplementari includono farmaci, chirurgia (per alcuni soggetti) e nuove terapie.

Misure fisiche

Un’attività fisica adeguata, comprendente stretching, potenziamento ed esercizi posturali, aiuta a mantenere la cartilagine in buona salute, ad aumentare l’ampiezza di movimento dell’articolazione e a rinforzare la muscolatura circostante in modo che essa possa attutire meglio lo sforzo. L’attività fisica può, a volte, arrestare o addirittura invertire l’osteoartrite dell’anca e del ginocchio. I medici consigliano un’attività fisica nell’acqua (come in una piscina), perché l’acqua elimina lo sforzo dalle articolazioni.

Gli esercizi di stretching dovrebbero essere eseguiti tutti i giorni.

Gli esercizi devono essere compensati con alcuni minuti di riposo delle articolazioni dolorose (ogni 4-6 ore durante il giorno), ma immobilizzando l’articolazione si rischia di peggiorare il disturbo, anziché migliorarlo.

L’uso di sedie, poltrone reclinabili, materassi e sedili per auto eccessivamente morbidi può peggiorare i sintomi.

Non si dovrebbero posizionare cuscini sotto le ginocchia quando si sta seduti in posizione reclinata, perché si rischia una contrazione dei muscoli delle anche e delle ginocchia (questa raccomandazione è in contrasto con quella indicata per i soggetti che soffrono di dolore alla regione lombare e di sciatica, che devono invece posizionare un cuscino fra le ginocchia. Per queste persone, usare un cuscino allevia le tensioni alla regione lombare e all’anca.

Si consiglia di spostare il sedile dell’auto in avanti, di usare sedie con schienale diritto e seduta relativamente alta (come le sedie da cucina o da sala da pranzo), materassi duri e tavole sotto il materasso (disponibili presso molti rivenditori di legname) e di indossare calzature con sostegno o scarpe da ginnastica.

SAPEVATE CHE:

Le persone che soffrono di osteoartrite alla schiena non dovrebbero posizionare cuscini sotto le ginocchia quando stanno sedute in posizione reclinata, perché si rischia una contrazione dei muscoli delle anche e delle ginocchia.

Per l’osteoartrite della colonna vertebrale, possono essere utili esercizi specifici e sostegni in caso di dolore intenso. La ginnastica deve comprendere sia il potenziamento muscolare sia esercizi aerobici di intensità modesta (come camminare, nuotare e andare in bicicletta). Se possibile, i soggetti devono continuare a svolgere le attività della vita quotidiana e le loro attività normali, come un hobby o il lavoro. Tuttavia, le attività fisiche devono essere adattate per evitare la flessione, che può aggravare il dolore dell’osteoartrite.

Altre misure aggiuntive possono contribuire ad alleviare il dolore.

Tra questi troviamo:

  • La fisioterapia, spesso accompagnata da termoterapia, ad esempio con impacchi caldi, e la terapia occupazionale possono essere utili.
  • Gli esercizi di mobilizzazione effettuati nell’acqua calda sono utili perché migliorano la funzione muscolare riducendo la rigidità e lo spasmo muscolare.
  • Anche il ghiaccio può essere utilizzato per ridurre il dolore causato da un peggioramento temporaneo di un’articolazione.
  • I plantari inseriti nelle scarpe (ortotici) aiutano a ridurre il dolore dovuto alla deambulazione.
  • Il massaggio eseguito da fisioterapisti esperti e il trattamento con calore in profondità mediante diatermia o ultrasuoni può essere utile.
  • Il calo ponderale può alleviare parte della pressione sulle articolazioni.
  • L’elettrostimolazione, come l’elettrostimolazione nervosa transcutanea (transcutaneous electrical nerve stimulation, TENS) può aiutare ad alleviare il dolore.
  • L’agopuntura determina il rilascio di diversi messaggeri chimici nel cervello (neurotrasmettitori) che agiscono da antidolorifici naturali e possono essere utili.

Come convivere con l’osteoartrite

  • Eseguire un’attività fisica delicata sull’articolazione colpita (ad esempio, piscina, cyclette oppure camminare).
  • Applicare un impacco caldo o un panno caldo-umido sull’articolazione colpita. (Per evitare di scottarsi, fare attenzione a non riscaldare troppo l’impacco o cuscinetto termico e a non lasciarlo troppo sul punto interessato).
  • Evitare di ingrassare eccessivamente (in modo da non applicare troppo carico sulle articolazioni), oppure perdere peso, se si è in sovrappeso.
  • Utilizzare attrezzature speciali in base alle necessità (ad esempio, bastone, stampelle, girello, collare cervicale o ginocchiera elastica, per proteggere le articolazioni dall’usura; oppure collocare un seggiolino fisso nella vasca da bagno per evitare l’eccessiva distensione nel lavarsi).
  • Indossare calzature con sostegno o scarpe da ginnastica.
  • Prendere in considerazione l’agopuntura o dei massaggi sopra e intorno alle articolazioni colpite per alleviare il dolore (questi trattamenti devono essere effettuati da un fisioterapista esperto).

Farmaci

Si utilizzano farmaci associati all’esercizio e alla fisioterapia. I farmaci, che possono essere utilizzati singolarmente o in combinazione, non alterano direttamente il corso dell’osteoartrite. Vengono utilizzati per ridurre i sintomi e quindi per permettere di svolgere più attività quotidiane normali.

Un semplice analgesico, assunto prima delle attività che causano disagio o a cadenza regolare per alleviare il disagio articolare persistente, potrebbe rivelarsi sufficiente per un dolore da lieve a moderato.

In alternativa, si può assumere un farmaco antinfiammatorio, per ridurre il dolore e il gonfiore. I FANS riducono il dolore e l’infiammazione nelle articolazioni e possono essere utilizzati in combinazione con altri analgesici. I FANS sono disponibili anche sotto forma di gel e di creme da far penetrare nella cute, sull’articolazione delle mani e delle ginocchia, questi prodotti possono aiutare ad alleviare i sintomi.

A volte possono essere necessari altri tipi di farmaci antidolorifici.

Diversi integratori alimentari sono stati testati per i loro possibili effetti benefici nel trattamento.

Se un’articolazione improvvisamente si infiamma, si gonfia e diviene dolente, può essere necessario asportare gran parte del liquido al suo interno e iniettarvi direttamente una speciale forma di cortisone. In alcune persone questo trattamento può fornire un sollievo temporaneo al dolore e aumentare la flessibilità dell’articolazione.

Una serie di 1-5 iniezioni settimanali di acido ialuronico (sostanza simile a un componente del liquido articolare normale) nell’articolazione del ginocchio può fornire un significativo e prolungato sollievo dal dolore in alcuni soggetti. Devono trascorrere almeno 6 mesi fra una serie e l’altra. Le iniezioni di acido ialuronico sono meno efficaci nelle persone con osteoartrite grave.

Intervento chirurgico

Il trattamento chirurgico può aiutare quando tutti gli altri trattamenti non riescono ad alleviare il dolore o a migliorare la funzionalità. Alcune articolazioni, soprattutto l’anca e il ginocchio, possono essere sostituite con un’articolazione artificiale. La sostituzione, soprattutto dell’anca, ha solitamente un grande successo, migliorando quasi sempre il movimento e la funzione e diminuendo drasticamente il dolore. Pertanto, va presa in considerazione la sostituzione articolare nei casi in cui il dolore non sia gestibile e quando la funzione diventa limitata. Dal momento che un’articolazione artificiale non ha una durata illimitata, questa procedura è spesso posticipata nei soggetti molto giovani, in modo da ridurre al minimo la necessità di sostituzioni ripetute. Se tutti gli altri trattamenti non sono efficaci, si può far ricorso a procedure chirurgiche che aiutino ad alleviare i sintomi dell’osteoartrite della schiena o del collo, particolarmente la compressione del nervo. I benefici delle procedure chirurgiche in artroscopia per l’osteoartrite del ginocchio, come la riparazione del menisco o la ricostruzione dei legamenti del ginocchio, sono incerti.

Nei giovani colpiti da osteoartrite (spesso causata da una lesione) si utilizzano diversi metodi di ripristino delle cellule della cartilagine, per contribuire alla guarigione di piccoli difetti cartilaginei. Tuttavia, tali metodi non si sono ancora dimostrati efficaci quando i difetti della cartilagine sono di maggiori dimensioni, come avviene solitamente nei soggetti anziani.