Il cibo, e i suoi nutrienti, possono dare un contributo significativo alla regolazione dei processi pro-infiammatori, quelli che portano all’insorgenza di malattie come l’ictus o il diabete, la malattia cardiaca e l’Alzheimer. Per governare questi processi è bene orientare l’alimentazione verso una dieta ricca di cibi antinfiammatori e con un consumo ridotto di cibi pro-infiammatori.

Proprio come uno starnuto, un colpo di tosse, o anche la febbre, l’infiammazione è un meccanismo di risposta del nostro organismo ad un evento anomalo o a un invasore straniero, come ad esempio lesioni o infezioni.

L’infiammazione acuta viene sperimentata anche dopo un infortunio, un incidente, e a quel punto cerchiamo di stare attenti a quel settore per un po’ mentre lavoriamo sulla riparazione dei danni.

L’infiammazione cronica, tuttavia, è molto diversa: in questi casi la parte infiammata di solito è interna e dolore e gonfiore possono essere presenti per settimane, mesi o addirittura anni. Questo tipo di infiammazione causa tutta una serie di complicazioni e malattie come le malattie autoimmuni, artrite, asma, obesità, invecchiamento precoce, malattie cardiache e cancro.

Che cosa causa l’infiammazione cronica? Alcuni fattori sono fuori dal nostro controllo, come lesioni e infezioni, ma un piccolo fuoco può diventare un tragico incendio con l’ambiente giusto. Un consumo eccessivo di zucchero, grassi saturi, grassi trans, carboidrati lavorati, dolcificanti artificiali e alcol possono soffiare sul fuoco di un’infiammazione cronica.

Quindi, come facciamo a sapere se siamo cronicamente infiammati?

Ecco alcuni sintomi:

  • stanchezza costante
  • alta pressione sanguigna
  • ulcere o sindrome del colon irritabile
  • reazioni allergiche
  • inspiegabile aumento di peso
  • Ecco quindi 5 consigli da mettere in pratica per evitare ulteriori danni.

Il Verde aiuta

Le citochine sono una piccola proteina che gioca un ruolo enorme nella risposta immunitaria e nell’infiammazione. La vitamina E, presente negli spinaci e bietole, aiuta a ridurre la quantità di citochine nel nostro corpo.

Le ricerche scientifiche suggeriscono che i nutrienti presenti in verdure a foglia verde possono prevenire alcuni tipi di cancro e promuovere la salute del cuore.

Noci e semi

Mentre i semi di girasole contengono molta vitamina E, tutte le noci e semi contengono antiossidanti. Questi giocano un ruolo enorme nella lotta contro l’infiammazione riparando il danno cellulare auto inflitto.

Noci e semi sono grandi fonti di vitamine, minerali, proteine, grassi e fibre. Le noci sono anche ricche di aminoacidi e grassi sani, pertanto sono importanti in qualsiasi dieta vegana o vegetariana.

Ravanelli e Barbabietole

Altri vegetali ad alto contenuto di antiossidanti, sono la barbabietola e i ravanelli.

Infatti è stato dimostrato che combattono l’infiammazione e aiutano a fluidificare il sangue, inoltre sono anche una buona fonte di vitamina C.

Curcuma e Zenzero

Non posso sottolineare a sufficienza quanto sia importante lo zenzero come trattamento naturopatico. Per millenni, questa radice è stata usata per trattare dolore, gonfiore, allergie, ulcere dello stomaco, e persino cancro e malattie cardiache con risultati positivi in molte culture.

La curcuma è un altro rimedio naturopatico, uno dei miei preferiti: è una farmacia ambulante. Infatti oltre a detossificare il fegato, contribuisce a ridurre l’infiammazione, allentando la nostra risposta immunitaria.

Attività fisica

Cerchiamo di essere onesti, alcune persone amano andare in palestra, e alcune persone non lo sopportano. Ma l’esercizio quotidiano è fondamentale: può bastare una passeggiata serale o un po’ di trekking, yoga, anche alcune flessioni giornaliere, un po’ di bici.

Sia esercizi aerobici che anaerobici hanno dimostrato di diminuire la proteina C-reattiva, nota anche come CRP. Questa è un marker di infiammazione. Facendo attività una volta alla settimana è sufficiente per abbassare il CRP.

Infiammazione: è la causa di molti problemi di salute. E questo stato dell’organismo dipende da cosa mangiamo. Per questo motivo è importante sapere cosa mangiare, e cosa evitare.

Infiammazione da cibi, la nostra storia

Sempre alla ricerca di un benessere psicofisico, siamo bersagliati ogni giorno da una moltitudine di diete da scegliere, o proposte di esercizio fisico sempre più creative per migliorare il nostro corpo.

La semplice verità è che il nostro corpo non è stato progettato per mangiare cibi preparati dall’industria, elaborati e raffinati, né per essere impegnato in ore ed ore di esercizio fisico intensivo, magari ad orari improbabili come le ore serali.

Se esaminiamo l’evoluzione dell’uomo e quindi del nostro corpo dai tempi delle caverne, è semplice osservare che l’uomo si è sempre alimentato con cibi naturali, come natura crea: dunque, conosce e riconosce da milioni di anni alimenti integrali, vegetali del territorio, carni appena cacciate (quando c’erano). Inoltre, l‘esercizio fisico da sempre consiste in “tanto camminare“.

Ci riempiamo di cibi innaturali, e stiamo seduti

Arrivando ai tempi nostri, solo da alcuni decenni, meno di cent’anni, riempiamo i nostri corpi con cibi elaborati, pieni di pesticidi ed additivi chimici, che infiammano il nostro corpo. Cibi che ci illudono di appagare il gusto ma ci rendono malati, grassi e depressi, anche perché l‘attività fisica è ridottissima e comunque irregolare per gran parte delle persone.

La soluzione per stare meglio: ridurre l’infiammazione del corpo

La chiave per dimagrire, ritrovare una salute ottimale, il buon umore e la gioia, è semplice.

Il primo passo, ne abbiamo  parlato spesso, è mangiare la più ampia varietà possibile di cibi naturali: cereali integrali e biologici, vegetali freschi e biologici.

Tutti gli alimenti che non provengono da un’industria, e quindi non sono confezionati in un sacchetto, in una scatola o in un barattolo, aiuteranno a dissipare l’infiammazione e saranno il primo passo per stare meglio e anche per  iniziare a perdere peso.

Il vostro fegato vi ringrazierà e comincerà in poco tempo a smaltire il grasso in eccesso. Se sceglierete cibi al naturale, biologici ed integrali, potrete dare meno attenzione alle quantità, e mangiare – con buon senso s’intende – quanto volete.

Un cambio di paradigma, siete pronti?

Analizzate da cosa sono composti i vostri pasti, provate ad aprire la mente ed a cambiare le vostre abitudini. Il cambio di mentalità suggerito vi consentirà di ricreare un rapporto sano con il cibo e a non ragionare più in termini di diete o esercizio fisico estremo per risolvere problemi causati principalmente da errate scelte alimentari.

Dimenticare calorie e grassi

E’ un cambio di paradigma, quindi un salto mentale importante: si parte da alcune regole base che portano salute al corpo, ed alla mente, attraverso l’alimentazione, togliendo finalmente l’attenzione dal numero di calorie o percentuali di grasso che si ingurgitano insieme ai cibi. Il cibo non può essere valutato senza tenere conto della sua origine e delle sue qualità nutrizionali ed energetiche. I cibi di culture e allevamenti intensivi, lavorati dall’industria, sono depauperati della maggior parte del loro valore nutrizionale.

Il percorso per “mangiare sano”: togliere i cibi che infiammano

Importante conoscere quali sono i principali cibi che creano infiammazione, e come sostituirli. L’azione utile consiste nell’eliminare cibi che tolgono salute e sostituirli con cibi che donano maggior salute ed energia.

Zucchero raffinato, o zucchero bianco

Sostituite lo zucchero bianco con miele grezzo (crudo), sciroppo d’acero bio, minori quantità di zucchero integrale di canna, o frutta. Evitate anche qualunque tipo di dolcificante dietetico, tipo aspartame. Eliminando i prodotti da forno confezionati e le conserve eliminerete buona parte dello zucchero e del peggiore, e sempre più usato, sciroppo di fruttosio-glucosio

Sale da cucina (sodio)

Sostituite il classico sale da tavola con il sale marino integrale o sale rosa dell’Himalaya. Eliminando gli alimenti trasformati e confezionati, si eliminerà in modo significativo la quantità di assunzione giornaliera di sodio.

Farina di frumento o farina bianca

Sostituite la farina di grano ed i prodotti che la contengono con altri tipi di farina, ad esempio farina di riso, farina di farro, farina di quinoa, ma anche la farina di mandorle o di farina di cocco. Anche se confezionate saranno minimamente trattate e costituiscono una ottima variante al grano raffinato e geneticamente modificato troppo utilizzato nei nostri alimenti.

Latte vaccino e derivati

Riducete il consumo di latte vaccino e di derivati del latte (formaggi freschi e stagionati, yogurt ed altri alimenti che li contengono). Se vi sembra difficile, almeno cominciate a sostituire i prodotti a base di latte vaccino con quelli fatti con latte di capra o di pecora, meglio se crudi  (= non pastorizzati).

Durante la crescita, dopo i primi anni di vita, i nostri corpi diminuiscono significativamente la quantità di enzimi digestivi utili a digerire latte (lattasi). La struttura molecolare del latte di pecora e di capra è più facilmente digeribile per il corpo umano.

Alcool e alcolici in generale creano infiammazione

Sostituite l’alcool con bevande analcoliche: acqua naturale in primis (eventualmente anche acqua frizzante), tè, tisane o succhi di frutta pressati a freddo, centrifugati o succhi estratti di frutta e verdura casalinghi.

L’alcol è in cima alla lista della maggior parte dei cibi infiammatori e tossici. Un buon bicchiere di vino di tanto in tanto per molti è un piacere a cui non chiediamo di rinunciare.

Tuttavia dopo un periodo di vacanze, pranzi, cene e brindisi, una pausa dalle bevande alcoliche è un’ottima decisione per recuperare benessere e ritornare a godere di  una salute vibrante.

Attenzione ad alcuni oli vegetali

Bandite tutti gli oli fortemente trasformati dall’industria, come tutti i generici oli vegetali che trovate sui banchi dei supermercati: dimenticatevi l’olio di colza, l’olio di cartamo, ma anche l’olio di oliva generico  o di tutti gli oli di semi non spremuti a freddo (olio di semi vari ed olio di girasole a basso costo).

I migliori oli sono l’olio extravergine di oliva BIO da alternare o integrare con altri oli come l‘olio di semi di lino, l’olio di canapa, l’olio di sesamo, l’olio di avocado, spremuti a freddo e possibilmente bio.

Consiglio: occhio alla qualità dell’olio

Diffidate di tutti gli oli vegetali a basso costo, scegliete oli spremuti a freddo ed usate la regola “meno e meglio“. Privilegiate la qualità alla quantità, ovvero spendete di più per la bottiglia di olio e usatene meno.